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Zone Italia Covid: la Lombardia rischia l’arancione. Ecco le ipotesi dal 7 gennaio

Milano, 2 gennaio 2021 – Oggi e domani ancora strascico rosso per le feste. Poi lunedì 4 gennaio ci sarà un giorno di pausa arancione prima dell’ultimo mini-lockdown delle festività (5-6 gennaio), segnate dall’emergenza Covid-19. Ma cosa accadrà dal 7 gennaio in Lombardia? Quali regole saranno in vigore? Prima del decreto legge del Natale la Lombardia era faticosamente approdata il 19 dicembre in zona gialla. Ma non è detto che la regione dal 7 gennaio rientri nella medesima fascia, quella a rischio moderato, prevista dal Dpcm che ha distinto l’Italia in zone colorate. Le previsioni (e le speranze) dell’esecutivo erano che l’Italia ripartisse da dove si era rimasti prima del “lockdown a singhiozzo” per le festività: tutto il Paese in zona gialla ad accezione dell’Abruzzo. A far tirare il freno a mano al Governo sono stati però i dati dell’Rt e del tasso di positivtà, che hanno fatto scattare un nuovo campanello d’allarme. A livello nazionale, infatti, l’indice di contagio è in crescita mentre il rapporto casi-tamponi è arrivato al 14,1%.

Ecco il calendario dei giorni rossi e arancioni da oggi all’Epifania

Zona rossa o arancione: il calendario

Zone Italia Covid: ecco le ipotesi

La mappa delle zone potrebbe quindi cambiare, con nuove strette. Numeri preoccupanti soprattutto per Veneto, Liguria e Calabria: con l’Rt sopra l’1 rischiano di non uscire dalla zona rossa (che termina con l’Epifania). E la Lombardia? Cosa potrebbe accadere nella regione più duramente colpita dalla pandemia? La Lombardia (insieme e Puglia e Basilicata) potrebbe finire in zona arancione. Nel territorio lombardo l’indice Rt è salito a 1 e il tasso di positività ha raggiunto l’11,9%: un dato più basso della media nazionale ma comunque significativo. La decisione del governo sulla collocazione della regione è attesa per la prossima settimana, sulla base del nuovo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità. 

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Intanto il primo bollettino del nuovo anno ha fatto registrare 22.211 nuovi casi e 462 vittime nelle ultime 24 ore. Le persone attualmente positive al Covid in Italia sono salite per il secondo giorno consecutivo (sono 574.767), stabile il numero delle terapie intensive occupate. In Lombardia ieri si è registrato un lieve calo nel numero dei positivi e dei decessi. Per quanto riguarda il bollettino Covid della regione, ieri i nuovi casi erano 3.056 su 25.467 tamponi effettuati, con un rapporto dell’11,9%. In flessione il dato dei decessi: in 24 ore 80 morti. Situazione in miglioramento negli ospedali: sono scesi di 85 unità i ricoveri, portando il totale a 3.352 (ieri erano 3.437). In diminuzione anche quelli nei reparti di terapia intensiva:  il saldo è di due pazienti in meno rispetto al 31 dicembre, per un totale di 487 persone ricoverate.  Nelle scorse ore il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha invitato alla cautela spiegando che “una vera valutazione solida dell’andamento durante queste festività la potremo avere solo a metà gennaio”. Per il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, “a fronte di numeri che meritano ancora uno sforzo, diamo il messaggio forte che quanto è stato messo in campo sta dando frutti”. 

Il grafico dell’ultimo monitoraggio dell’Iss relativo alla Lombardia

Monitoraggio Iss: ecco le aree più a rischioIl monitoraggio Iss in Lombardia

La data della nuova riunione della cabina di regia per il Monitoraggio Regionale non è ancora stata resa nota. Il report del 30 dicembre indica varie criticità: in particolare, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Piemonte, Provincia autonoma di Trento ed Emilia Romagna hanno una probabilità superiore del 50% di superare la soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica in 30 giorni, mentre per Lombardia, Trento e Veneto lo stesso discorso vale per le terapie intensive. A questi dati si aggiunge il caso della Sardegna, che ha una classificazione del rischio ‘non valutabile’ e quindi ‘alto’, a causa dell’incompletezza dei dati forniti.

La richiesta di modificare i parametri

Nelle scorse ore le Regioni attraverso un documento hanno avanzato la richiesta di una modifica ai parametri di valutazione: l’Iss potrebbe quindi ufficializzare alcuni cambiamenti che potrebbero influire sui 21 indicatori per stabilire l’assegnazione delle regioni nelle varie fasce. Tra questi un diverso metodo di calcolo dei tamponi antigenici e molecolari effettuati, che potrebbe poi influire sul tasso di positività. 

La riapertura degli impianti da sci

Il governo a breve dovrà anche decidere sulla riapertura degli impianti da sci, dopo che il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ha inviato ai ministri Francesco Boccia e Giuseppe Speranza una lettera per chiedere il rinvio dell’apertura della stagione dal 7 al 18 gennaio. La preoccupazione è per la concorrenza a livello europeo: la riapertura degli impianti in Paesi come l’Austria potrebbe aprire la strada a una ‘fuga’ di maestri di sci e tecnici degli impianti di risalita, in Italia fermi ormai da marzo. 

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Riapertura impianti sciistici, le Regioni chiedono di rimandare al 18 gennaio

Scuola e smartworking

Riguardo alla scuola, per il 7 gennaio è prevista in tutta Italia la riapertura con il 50% di presenze massime consentite – almeno fino al 15 gennaio – dopo il lavoro svolto dalle varie prefetture nei tavoli di coordinamento scuola-trasporti. Resta invariato il ricorso allo smartworking in gran parte delle aziende e in particolare negli uffici statali, dopo la proroga prevista fino al 31 gennaio sulle misure per il lavoro agile nella Pubblica amministrazione.

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